Il 20 ed il 21 dicembre il jazz club catanese ospita tre concerti (già sold out) dei due ex enfant prodige, per anni impegnati negli stessi progetti musicali e oggi tra i più affermati jazzisti italiani. Con loro Nello Toscano al contrabbasso e Enzo Zirilli alla batteria. E nella mattinata del 21 dicembre, Rubino, Cafiso e Toscano suoneranno in piazza Dante con l’orchestra della scuola Parini per il progetto “La polis delle arti 3”. Il Monk annuncia la stagione 2025: si apre dal 10 al 12 gennaio con il trio del trombettista Paolo Fresu
Il 2024 delMonk Jazz Club di Cataniasi chiuderà,venerdì 20 e sabato 21 dicembre, con i fuochi d’artificio, ovvero con il ritrovato binomio fra due musicisti –il pianistaDino Rubino, direttore artistico del jazz club catanese, eil sassofonista vittorieseFrancesco Cafiso– due grandi artisti del jazz Made in Italy che hanno iniziato da bambini a suonare e che poi hanno condiviso per anni il loro percorso artistico.Rubino:«Con Francesco abbiamo suonato insieme dal 2008 al 2014 e in quei sei anni abbiamo inciso 6-7 dischi, abbiamo suonato ovunque fra Europa, Stati Uniti, Sud America, Cina. Quando piccolissimo Francesco arrivò all’Orchestra Jazz del Mediterraneo, ci ha incantato tutti quanti. Io ero un adolescente ma davanti a lui mi sentivo “vecchio”».
Con Rubino e Cafiso suonerannoNello Toscanoal contrabbasso, indubbiamente “padre” musicale dei due più giovani musicisti, edEnzo Zirillialla batteria.Sono già esauriti da settimane i tre concerti in calendario nel jazz club di palazzo Scammacca del Murgo in piazza Scammacca 1 a Catania, quello del 20 dicembre alle 21.30 e quelli del 21 dicembre alle 19 ed alle 21.30.

Francesco Cafiso– che in questi giorni sta lavorando alle registrazioni che finiranno in nuovo disco che uscirà nel 2025 con l’etichetta giapponese Venus, un disco di standard registrato con i musicisti newyorkesi Sullivan Fortner al pianoforte, Philip Norris al basso e Willie Jones alla batteria – accoglie con entusiasmo il ritorno nella città dei suoi esordi: «Catania mi è sempre stata molto vicina e io ho iniziato a fare tutte le prime esperienze a Catania, quindi tornare per me è un motivo di grande gioia.Con Nello Toscano e Dino Rubino, poi, è proprio tornare a casa.Nello mi ha visto proprio crescere, dai miei inizi con l’Orchestra jazz del mediterraneo; ho conosciuto Dino, più grande di me di 8 anni, quando io ne avevo 9 e siamo un po’ un po’ cresciuti insieme. Abbiamo condiviso vari gruppi, varie esperienze, vari dischi, quindi ritrovarsi sul palco è un motivo di felicità. Per sei anni abbiamo fatto gruppo fisso che girava un po’ in tutto il mondo».

Nello Toscano: «Dino l’ho conosciuto a quattro anni, in quanto figlio dell’amico batterista Giosuè Rubino e musicalmente l’ho seguito dal primo momento. Francesco Cafiso arrivò grazie a Carlo Cattano all’Orchestra jazz del Mediterraneo che aveva otto anni. Due grandi talenti sbocciati in età molto giovane».

Dopo i concerti al Monk,Dino Rubino, Francesco Cafiso e Enzo Zirilli andranno in Pugliadove il 22 dicembre suoneranno a Lecce ed il 23 dicembre ad Andria col contrabbassista Marco Bardoscia.
Intanto nella mattinata di sabato 21 dicembre, in piazza Dante a Catania, Rubino, Cafiso e Toscano affiancherannol’Orchestra per la pace,formata dagli allievi della scuola Parini, diretta daGiuseppe Privitera(docente della scuola e socio di Algos, l’associazione che ha creato il Monk) per la conclusione del progetto“La polis delle arti 3, un percorso musicale alle periferie della cultura”realizzato dall’Associazione Darshan,in collaborazione conAlgos,per“Palcoscenico Catania – La bellezza senza confini”il progetto del Comune di Catania per la diffusione culturale nelle periferie e nei centri storici più problematici. Rubino:«Il repertorio scelto da Giuseppe Privitera privilegia brani con una chiave molto sociale che parlano di libertà, contro la mafia».Cafiso: «Io con i ragazzi amo raccontare un po’ la mia esperienza, in una sorta di dialogo informale». Grazie all’input della dirigente scolastica Carmela Trovato, è la terza volta che la scuola Parini partecipa a questo tipo di iniziative che quest’anno viene realizzata grazie al contributo dei docenti dell’indirizzo musicale Cinzia Condorelli, Maurizio Barrica, Davide Santonocito, Giuseppe Fucile e Giovanni Nicosia.

Dopo la pausa per le feste,la stagione invernale-primaverile 2025 del Monk Jazz Club partirà il 10, 11 e 12 gennaioconil ritorno del trombettista sardo Paolo Fresuin trio con Dino Rubino al piano e Marco Bardoscia al contrabbasso.Rubino: «Paolo al Monk è di casa. Sono anni che non suona più nei jazz club ma viene a suonare da noi perché c’è un rapporto di amicizia e di stima. Riuscire a vedere Paolo in una situazione così intima è un’occasione speciale, non capita spessissimo. Sicuramente non mancherà l’omaggio a Chet Baker, faremo anche qualcosa su Miles Davis, visto con Paolo stiamo portando in tour il suo progetto musical-teatrale “Kind of Miles”».

La stagione invernale-primaverile del Monkproseguirà il24 e 25 gennaiocon il quartetto del chitarrista palermitanoFrancesco Guaiana; il7 e 8 febbraiocol quartetto del pianista siracusanoRaffaele Genovese, insieme col sassofonista palermitanoStefano D’Anna; il21 e 22 febbraiocon l’omaggio tra parola e musica a Cesare Pavese diPino Ninfa e Umberto Petrin; il7 e l’8 marzoil cantautore messineseTony Cantopresenterà l’ultimo disco“Anima”, registrato con Dino Rubino che farà parte del quartetto insieme con Marco Bardoscia al contrabbasso e Enzo Zirilli alla batteria; il21 marzo ed il 6 aprileil Monk ospiterà due grandi musicisti americani, rispettivamente il pianistaKevin Haysin trio e il sassofonistaSeamus Blakein quartetto. Ultimi concerti di stagione l’11 ed il 12 aprilecon il duo del trombettista puglieseAndrea Sabatino. Abbonamenti suhttps://www.ciaotickets.com/it/stagione-invernale-monk-jazz-club.
Ed è già pronta anche la stagione estiva di“Jazz in vigna”2025, alla Tenuta San Michele di Santa Venerina, che chiuderà con lapresentazione dell’album “Solitude” di Dino Rubinouscito in primavera: «Presenterò il disco che ho registrato insieme a Marco Bardoscia al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria, sarà l’ultimo concerto della rassegna».
Monk Jazz Club:palazzo Scammacca del Murgo, Piazza Scammacca 1, Catania

