“Accendersi”, la musica che arde in otto nuovi concerti al Monk Jazz Club

“Accendersi”, la musica che arde in otto nuovi concerti al Monk Jazz Club

Dal 6 gennaio al 29 aprile, altro otto importanti appuntamenti con il miglior jazz nazionale contemporaneo per il jazz club catanese. Primi concerti il 6 e 7 gennaio con il Mat Trio di Marcello Alulli, Francesco Diodati e Ermanno Baron. Il direttore artistico Dino Rubino: «Ad eccezione del sempreverde Gianni Cazzola, è una seconda parte di stagione fatta più di giovani rispetto alla prima, musicisti comunque con una carriera già importante alle spalle che a Catania non è facile ascoltare»

Dopo un inizio scoppiettantecon nomi del calibro di Paolo Fresu, Daniela Spalletta con Giovanni Mazzarino, Paolo Sorge con Fabrizio Puglisi, Rita Marcotulli, Javier Girotto,la stagione 2022-2023 al chiuso del Monk Jazz Club di via Scuto 19 a Cataniaprosegue con un cartellone invernale e primaverile che si intitola“Accendersi”dedicato “a tutte le genti che spendono la loro vita per farsi strumento di questo fuoco che arde, che è la musica”, come sottolineano i soci del club. «Ad eccezione del sempreverde Gianni Cazzola, è una seconda parte di stagione fatta più di giovani rispetto alla prima – commentaDino Rubino, direttore artistico del Monk-, musicisti comunque con una carriera già importante alle spalle che a Catania non è facile ascoltare».

Dino Rubino durante un concerto al Monk Jazz Club di Catania, foto di Alessia Spampinato

Si ripartevenerdì 6 gennaio e sabato 7 gennaiocon il trio romanoMatformato daMarcello Allullial sassofono,Francesco Diodatialla chitarra, eErmanno Baronalla batteria. «Diodati, per esempio – commenta Rubino -, ha suonato a lungo con Enrico Rava, con Paolo Fresu e altri, ha numerosi progetti suoi, un musicista molto attivo nel panorama jazzistico italiano».
La musica del Mat Trio è un flusso e per immergersi in esso non bisogna avere definizioni o paradigmi. Concerti carichi di tensione emotiva quelli del trio nato nel 2007 che si è distinto per la profonda e spregiudicata ricerca in cui suoni acustici ed elettronici si fondono. Quattro gli album all’attivo – “Hermanos”, “MAT”, “Musgo Y Luna”e l’ultimo“In front of”, pubblicato dalla prestigiosa etichetta Tuk Music di Paolo Fresu – di questo solido trio senza piano e senza basso, diretto all’essenza della musica. Una peculiare interazione fra i tre per una perfetta fusione di ritmi e atmosfere di grande apertura, in un album, l’ultimo, registrato dal vivo e senza sovra-incisioni.

Mat Trio ovvero Ermanno Baron, Francesco Diodati e Marcello Alulli, foto di Paola Favoino

Il 20 e il 21 gennaio arriva al Monk una leggenda vivente del jazz italiano, il batterista bolognese, oggi 84enne, Gianni Cazzola, il quale sarà accompagnato da due dei soci/musicisti del jazz club catanese – il sassofonistaGiuseppe Aseroe il chitarristaGiuseppe Mirabella– e dal contrabbassistaCarmelo Venuto. Rubino: «Cazzola, un pezzo della storia del jazz italiano, ha suonato con mostri sacri come Billie Hollyday, Chet Baker, Sarah Vaughan, Franco Cerri solo per citarne alcuni. Nonostante l’età ha un’energia incredibile ed è un grande talent scout».

Gianni Cazzola

Il mercoledì il Monk continua ad essere spazio aperto: si riprende il 25 gennaio con una open session a cura del sassofonista Giuseppe Asero.

Giuseppe Asero

Il 10 e l’11 febbraio al Monk arriva la pianista di Castelvetrano Sade Mangiaracina, accompagnata daMarco Bardosciaal contrabbasso e daGianluca Brugnanoalla batteria, i quali presentano “Madiba”, un chiaro omaggio alla figura di Nelson Mandela. Rubino: «Sade si sta facendo strada grazie alle produzioni della Tuk Music di Fresu. Recentemente ha suonato nella formazione al femminile del tour “Le donne e la musica” di Ornella Vanoni, curandone anche gli arrangiamenti».

Gianluca Brugnano, Sade Mangiaracina e Marco Bardoscia

Il 24 e il 25 febbraioil palco del Monk sarà all’insegna del Brasile grazie alla cantante fiorentinaBarbara Casini, che nel paese sudamericano ha vissuto a lungo, e del chitarristaRoberto Taufic, brasiliano di formazione e italiano d’adozione, i quali proporranno il loro live di musica “verde-oro”.

Il 10 e 11 marzotorna a Catania il sassofonistaRosario Giulianiche si esibirà in duo conDino Rubinoal pianoforte. Tenacia-talento, una profonda passione per la musica e grande abilità tecnica hanno portato Giuliani da subito (vinse il premio Massimo Urbani nel 1996) alla ribalta della scena jazz europea e internazionale. Apprezzato dalle platee internazionali, si divide tra i tanti appuntamenti concertistici in Italia e all’estero, suonando nei festival più importanti al mondo. Nel mondo delle colonne sonore ha lavorato con Ennio Morricone, Luis Bacalov, Armando Trovaioli, Gianni Ferrio, Nicola Piovani, Ritz Ortolani.

Rosario Giuliani

Il 24 e il 25 marzospazio alBig Apple Quartet, quartetto siculo-francese formato dai musicisti siracusaniRino Cirinnà, al sax eSanti Romanoal basso, i quali suoneranno conMichael Santanastasioalla batteria eVittorio Silvestrialla chitarra, italiani adottati da Montpellier dove vivono da più di 30 anni. Il quartetto presenterà l’album“Open letters”.

Big Apple Quartet: da sinistra Michael Santanastasio, Rino Cirinnà, Santi Romano e Vittorio Silvestri

L’1 e 2 aprilespazio al quartetto del batterista romanoEnrico Morelloil quale presenta“Cyclic Signs”il suo primo album da bandleader realizzato (e suonato dal vivo) insieme con il trombettistaFrancesco Lento, il sassofonistaDaniele Tittarelli, e il contrabbassistaMatteo Bortone. «Un quartetto di nuovi nomi del jazz di grande spessore» aggiunge Rubino».

Matteo Bortone, Enrico Morello, Francesco Lento e Daniele Tittarelli

Ultimi concerti della rassegnail 28 e 29 aprilecon il sassofonistaPaolo Recchiail quale con il pianistaLuca Mannutza, il contrabbassistaGiuseppe Romagnoli, il batteristaNicola Angeluccipresenterà l’ultimo album“Imaginary Place”uscito a novembre.

Da sinistra Luca Mannutza, Giuseppe Romagnoli, Paolo Recchia e Nicola Angelucci

 

Terminata la stagione al chiuso il Monk Jazz Club da metà giugnosi trasferirà come di consueto nell’azienda vitivinicola Murgo a Santa Venerina per lastagione estiva “Jazz in vigna”. Il primo evento sarà l’inedito quartetto formato dal trio del trombettistaPaolo FresuconDino Rubinoal piano eMarco Bardosciaal contrabbasso cui si unirà il cantautore romanoLuca Barbarossache ha scritto le liriche di alcuni brani di Fresu e soci. Rubino: «Un’idea nata a Roma dopo che Luca ci ascoltò in “Tempo di Chet”. A Santa Venerina sarà un bel esperimento!».

Paolo Fresu e Luca Barbarossa

Biglietti Mat Trio:€ 15 per i soci, € 20 per i non soci.

Abbonamento per 8 concerti:€ 120,00 per i vecchi abbonati e di € 135,00 per i nuovi abbonati.
Info e prenotazioni:e-mailcentroculturalemonk@gmail.como telefono/Whatsapp al 3401223606.
Indirizzo:Monk Jazz Club, via Scuto 19 Catania.