Con Enzo Decaro protagonista, Leo Muscato porta in scena un classico di Peppino De Filippo ma ambientato nella Napoli Anni 80

Con Enzo Decaro protagonista, Leo Muscato porta in scena un classico di Peppino De Filippo ma ambientato nella Napoli Anni 80

Il regista, che ha ereditato la direzione artistica della compagnia di Luigi De Filippo, dirige una tragedia tutta da ridere a cui riesce a dare un sapore più contemporaneo pur rispettando i canoni della tradizione

“Non è vero, ma ci credo”- Teatro Regina Margherita, giovedì 23 gennaio ore 21
Pagina Facebook: Teatro Comunale Regina Margherita Caltanissetta

Ereditando la direzione artistica della compagnia di Luigi De Filippo, il regista Leo Muscato ha inaugurato questo nuovo corso partendo proprio dal primo spettacolo che ha fatto con lui: “Non è vero, ma ci credo” che giovedì 23 gennaio alle ore 21 sarà proposto al Teatro Regina Margherita di Caltanissetta per la stagione teatrale organizzata dall’Amministrazione comunale.
Rispettando i canoni della tradizione di un classico del teatro novecentesco, ma dando a questa storia un sapore più contemporaneo, Muscato ha scelto lo straordinario Enzo Decaro come protagonista dello spettacolo, perché assomiglia tanto ad alcuni personaggi di Molier̀e che Luigi De Filippo amava molto.

Lucianna De Falco ed Enzo Decaro in “Non è vero ma ci credo”

L’avaro, avarissimo imprenditore Gervasio Savastano, vive nel perenne incubo di essere vittima della iettatura. La sua vita è diventata un vero e proprio inferno perché vede segni funesti ovunque: nella gente che incontra, nella corrispondenza che trova sulla scrivania, nei sogni che fa di notte. Teme che qualcuno o qualcosa possa minacciare l’impero economico che è riuscito a mettere in piedi con tanti sacrifici. Qualunque cosa, anche la più banale, lo manda in crisi. La moglie e la figlia sono sull’orlo di una crisi di nervi; non possono uscire di casa perché lui glielo impedisce. Anche i suoi dipendenti sono stanchi di tollerare quelle assurde manie ossessive. A un certo punto le sue fisime oltrepassano la soglia del ridicolo: licenzia il suo dipendente Malvurio solo perché è convinto che porti sfortuna. L’uomo minaccia di denunciarlo, portarlo in tribunale e intentare una causa per calunnia. Sembra il preambolo di una tragedia, ma siamo in una commedia che fa morire dal ridere. E infatti sulla soglia del suo ufficio appare Sammaria, un giovane in cerca di lavoro. Sembra intelligente, gioviale e preparato, ma il commendator Savastano è attratto da un’altra qualità di quel giovane: la sua gobba. Da qui partono una serie di eventi paradossali ed esilaranti che vedranno al centro della vicenda la credulità del povero commendator Savastano.
«Ho mosso i primi passi nel mondo del teatro quando avevo poco più di vent’anni – scrive Leo Muscato nelle note di regia – . Mi ero trasferito a Roma per fare l’Università e non sapevo ancora nulla di questo mestiere. Mi presentai a un provino con Luigi De Filippo e lui mi prese a bottega nella sua compagnia. Mi insegnò letteralmente a stare in palcoscenico, dandomi l’opportunità di vivere la straordinaria avventura delle vecchie tournée da 200 repliche l’anno. Rimasi con lui per due stagioni; poi mi trasferii a Milano per studiare regia. Ci siamo rivisti 22 anni dopo, pochi mesi prima che morisse. Mi chiese di pensare a un progetto da fare insieme. Ne pensai mille, ma non abbiamo avuto il tempo di realizzarne uno. Ereditando la direzione artistica della sua compagnia, ho deciso di inaugurare questo nuovo corso partendo proprio dal primo spettacolo che ho fatto con lui. Quella che andremo a raccontare è una tragedia tutta da ridere, popolata da una serie di caratteri dai nomi improbabili e che sono in qualche modo versioni moderne delle maschere della commedia dell’arte. Peppino De Filippo aveva ambientato la sua storia nella Napoli un po’ oleografica degli Anni 30. Luigi aveva posticipato l’ambientazione una ventina d’anni più avanti. Noi seguiremo questo sua intuizione avvicinando ancora di più l’azione ai giorni nostri, ambientando la storia in una Napoli Anni 80, una Napoli un po’ tragicomica e surreale in cui convivevano Mario Merola, Pino Daniele e Maradona».

NON E’ VERO MA CI CREDO
di Peppino De Filippo
Con Enzo Decaro
e con Giuseppe Brunetti, Francesca Ciardiello, Lucianna De Falco, Carlo Di Maio, Massimo Pagano, Gina Perna, Giorgio Pinto, Ciro Ruoppo, Fabiana Russo
scene Luigi Ferrigno
costumi Chicca Ruocco
disegno luci Pietro Sperduti
regia Leo Muscato

INFORMAZIONI
Teatro Regina Margherita
Biglietti: da 20 a 8 euro
Botteghino
Aperto da lunedì a venerdì ore 10-13, lunedì e mercoledì anche ore 16- 18
Biglietteria on line www.liveticket.it
On line si può utilizzare il Bonus Cultura: 18app e Carta Docente

Ufficio stampa
Lavinia D’Agostino
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